“Una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi”
Don Gianluca Attanasio
Ap 11,19; 12,1-6.10
Sal 44
1Cor 15,20-26
Lc 1,39-56
In questa festa dell’Assunta, la liturgia ci propone questa grandiosa visione dell’Apocalisse di San Giovanni, che è posta proprio al centro di tutta l’Apocalisse, che sono queste visioni che Dio concede a San Giovanni per mezzo degli angeli per aiutare le chiese, quindi noi, nel nostro cammino sulla terra.
Questo segno grandioso è una donna vestita di sole che quindi descrive la santità a cui l’uomo è chiamato. Se noi guardiamo i santi, come sono rappresentati già nel medioevo, hanno un’aureola perché emanano una luce divina, sono pieni di luce. Questo si vede anche dall’esperienza dell’incontro con i santi. Una volta ho incontrato per caso Madre Teresa di Calcutta durante una giornata mondiale della gioventù ad Assisi, in effetti emanava una luce. Figuriamoci la luce che emanava Maria, una luce che nasce dall’interno, con la luna sotto i suoi piedi che rappresenta tutta la creazione che è sottomessa all’uomo e sul capo una corona di dodici stelle, che rappresentano gli apostoli ed il fatto che Maria è il cuore della chiesa, come anche il cuore della missione.
Maria è incinta e grida per le doglie del parto. Ci si potrebbe domandare: ma Maria quando San Giovanni ormai anziano scrive questa visione ha già partorito suo figlio, forse è già morta. Ecco perché questo parto di Maria nella storia non è solo il parto di Gesù carnale ma anche il parto che avviene durante tutta la storia della chiesa, perché lo Spirito Santo desidera far nascere in ciascuno di noi Gesù. Quindi questo movimento di Maria, che genera Cristo nella storia, è un movimento di tutta la storia e che riguarda anche noi nella misura in cui accogliamo Cristo nell’Eucarestia, nella misura in cui lo accogliamo nella sua parola e ci convertiamo a Lui. Cristo viene generato oggi e questo dice l’importanza di affidarci a Maria, perché questa generazione non può avvenire senza la chiesa che ci partorisce attraverso i Sacramenti, la scrittura e la vita comune nella chiesa, ma non può neanche avvenire senza Maria che è la primizia della chiesa.
In questa visione vediamo anche questo drago rosso che è il contrario di questa donna vestita di luce. In primis ha sette teste, cioè è diviso in sé stesso. La psichiatria contemporanea parla della schizofrenia, quando uno che ha più personalità. Ma, a parte le questioni patologiche, più ci si allontana da Dio e più si è divisi in sé stessi.
Il drago poi ha dieci corna, cioè invece di generare una comunione genera una divisione, ferisce.
E poi c’è questa coda con cui trascina giù le stelle del cielo, e questo ci dice che ciascuno di noi è destinato alla santità come Maria, ad essere vestito di luce come i santi, ma che deve combattere sulla terra una battaglia contro il male. E qui ci dice l’importanza di Maria che partorendo Gesù ci aiuta a lottare contro il male, e l’importanza dell’affidamento a Gesù, dell’accoglienza dei sacramenti e della parola di Gesù, perché noi senza Gesù non possiamo vincere il male. L’ha detto anche San Paolo che la fine della storia sarà quando Gesù avrà sottoposto tutti i nemici sotto i suoi piedi. Ma questo non sarà solo alla fine della storia perché si sta realizzando e si realizza in noi nella misura in cui aderendo a Cristo mettiamo sotto i nostri piedi le tentazioni del male che ci vuole divorare. Infatti Maria è rappresentata quasi sempre con dodici stelle sulla testa e la luna sotto i suoi piedi, ma c’è anche un serpente che è il male, è il demonio della Genesi che lei distrugge con la sua fede e la sua totale umiltà. Come abbiamo ascoltato nel Vangelo Dio ha guardato all’umiltà della sua serva e con questa umiltà con questa obbedienza a Dio vince il male.
Domandiamo dunque in questa festa dell’Assunta che Maria ci sostenga nel nostro cammino, che generi sempre di più Cristo nella nostra vita e nella vita della nostra comunità, così che noi possiamo portare Cristo alle persone che non lo conoscono.
