Omelia di don Atta – Terza domenica di Avvento

Affresco rinascimentale: san Giovanni Battista in carcere parla ai suoi discepoli attraverso le sbarre

«Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?»

La notte oscura della fede

Don Gianluca Attanasio

Is 35,1-6.8.10
Sal 145
Gc 5,7-10
Mt 11,2-11

In questa domenica di Avvento, che prepara al Natale ormai vicino, la liturgia ripropone la figura di Giovanni Battista, grande santo e gigante della fede. Gesù, nel Vangelo, invita i discepoli a interrogarsi su ciò che sono andati a vedere nel deserto quando hanno incontrato Giovanni. Non hanno trovato una canna sbattuta dal vento, ossia una persona che cambia direzione a seconda dell’opinione degli altri, ma un uomo saldo nella fede come una roccia. Un uomo che non ha paura di dire la verità anche a costo della vita.

In Giovanni hanno riconosciuto l’uomo che ha saputo vedere in Gesù l’Agnello di Dio e lo ha indicato ai suoi discepoli. È colui che ha battezzato Gesù nel Giordano, ha visto lo Spirito Santo scendere su di lui in forma di colomba e ha udito la voce del Padre dire: «Ecco il mio Figlio prediletto, l’amato, il mio Figlio nel quale mi sono compiaciuto» (Mt 3,17).

Il Vangelo ci mostra san Giovanni Battista chiuso in carcere per aver testimoniato la verità. Ci si può chiedere quale verità difenderebbe oggi. Difenderebbe il vincolo matrimoniale e difenderebbe i bambini innocenti che soffrono per i litigi e per il divorzio dei genitori, piaga diffusissima del nostro tempo. Giovanni non teme i potenti e dice apertamente la verità. Per questo si ritrova nell’oscurità del carcere, nella fossa, nel buio della prigione. Lui, profeta mandato a testimoniare e a preparare l’arrivo di Cristo, viene imprigionato perché non possa più affermare la verità.

L’antro oscuro della prigione ha anche un altro significato. È il presagio di una prova ancora più profonda che san Giovanni Battista deve attraversare, il buio della fede. È la prova dell’anima di cui parlano molti santi. La notte oscura è vissuta soprattutto da coloro che hanno visto da vicino la luce di Dio e poi se ne sentono improvvisamente privati. In quel silenzio nasce la domanda, il dubbio. Giovanni si chiede se Gesù sia davvero colui che deve venire oppure se si debba aspettare un altro.

È una grande consolazione leggere questo episodio del Vangelo e sapere che anche un santo così grande come Giovanni Battista ha attraversato la prova della fede, ha conosciuto il buio della fede. Ha avuto un dubbio su una questione decisiva della sua missione. Si è chiesto se Gesù fosse davvero il Figlio di Dio, il centro della nostra fede. Anche lui ha sperimentato questa oscurità interiore. E così, quando anche noi attraversiamo momenti di inquietudine e di oscurità, possiamo ricordare che questo accade ai santi. È accaduto a Giovanni Battista ed è accaduto a molti grandi santi. La prova della fede non è segno di lontananza da Dio, ma spesso fa parte del cammino di chi desidera seguirlo.

Tuttavia, sarebbe una magra consolazione sapere soltanto che i santi hanno attraversato la notte oscura della fede, se il Vangelo non ci indicasse anche una via d’uscita da questa prova. Che cosa fa san Giovanni? Chiama i suoi discepoli e li manda da Gesù. Lui non può incontrarlo di persona perché è chiuso in carcere. Gli chiede di porgli questa domanda: «Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettarne un altro?». Gesù risponde: «Andate e riferite a Giovanni ciò che udite e vedete. I ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono purificati, i sordi odono, i morti risuscitano, ai poveri è annunciato il Vangelo. E beato è colui che non trova in me motivo di scandalo» (Mt 11,4-6). Gesù non manda a dire a san Giovanni che dovrebbe avere più fede, ma gli fa raccontare ciò che sta accadendo e conclude: «Beato colui che non trova in me motivo di scandalo». In altri termini gli dice che sarà beato anche nella prigione, anche nel buio, anche dentro la prova, se accetta la testimonianza dei suoi discepoli. Lui che li hai formati ed educati ora deve farsi loro discepolo.

Il Vangelo ci indica così la strada per uscire dalla notte oscura della fede e dalla prova dell’anima. Siamo invitati ad appoggiarci a testimoni che vedono, che in questo momento non attraversano la stessa oscurità e che possono vedere più di noi. San Giovanni, che era stato il testimone che aveva indicato Cristo ai suoi discepoli, ora deve farsi discepolo dei suoi stessi testimoni, che seguono Cristo e lo vedono all’opera.

Questo ci aiuta a comprendere meglio la conclusione del Vangelo, là dove Gesù afferma: «In verità io vi dico, fra i nati di donna non è sorto alcuno più grande di Giovanni Battista» (Mt 11,11). Tra tutti i profeti della storia del popolo ebraico egli è il più grande perché non solo ha annunciato il futuro arrivo del Messia – il Salvatore che libera dalla morte e dal peccato – ma lo ha riconosciuto e visto in carne e ossa.

Ma Gesù dice anche: «Il più piccolo nel regno dei cieli è più grande di lui». Questo è possibile perché il più piccolo può diventare davvero discepolo di Cristo e seguirlo, come hanno fatto i discepoli di Giovanni. Questo a Giovanni Battista non è stato possibile, perché è stato rinchiuso in carcere e poi martirizzato per la testimonianza alla verità.

Dunque, in preparazione al Natale il Vangelo ricorda che non dobbiamo scandalizzarci delle prove che la nostra fede deve attraversare. Anche san Giovanni Battista le ha vissute. Allo stesso tempo siamo chiamati a percorrere con coraggio la strada che ci libera dalla prova, appoggiando la nostra fede ai testimoni che il Signore mette sul nostro cammino.

Siamo chiamati a cercare testimoni che ci aiutano a riconoscere la presenza di Cristo nella loro vita e fanno rientrare nella nostra anima quella luce che la prova ha oscurato. Testimoni che mostrano come la loro vita sia quella di poveri ai quali è annunciato il Vangelo, poveri che hanno aperto l’anima alla luce di Cristo. Testimoni che ci fanno vedere che, aprendo le porte della nostra vita al Signore, l’esistenza si riempie di una gioia, di una letizia e di una forza altrimenti impossibile.

Chiediamo spesso la protezione di san Giovanni Battista. Lui, che è stato fedele anche nella prova fino a dare la vita per testimoniare la verità e Cristo, ci ottenga la forza di attraversare le prove che il Signore ci chiede di affrontare. E ci ottenga l’umiltà di riconoscere che ci sono momenti della nostra vita in cui abbiamo bisogno della testimonianza dei nostri fratelli, ai quali è dato vedere più di noi.

 

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Leggi la liturgia – domenica  14/12/2025

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