Omelia di don Atta – XX domenica T.O. Anno C

Gesù risorto - mosaico

Ogni volta cha amiamo qualche persona, questo amore genera altro amore

Don Gianluca Attanasio

Ger 38,4-6.8-10
Sal 39
Eb 12,1-4
Lc 12,49-53

Sono venuto a gettare fuoco sulla terra e quanto vorrei che fosse già acceso. Gesù ha la coscienza che tutte le volte che ama qualche persona questo amore genererà altro amore. E così noi non dobbiamo mai pensare che l’amore che diamo alle altre persone (che si può esprimere in tante cose: nel lavare i piatti, nel cucinare, nel lavorare, nell’avere un’attenzione verso l’altro, nel chiedergli come sta, nel comunicargli cosa viviamo oppure nell’ascoltare cosa lui sta vivendo) sia una cosa piccola, che questo piccolo fuoco sia inutile, perché questo fuoco genera altro fuoco.

Così quando una madre ama il figlio sembra una cosa da poco, ma questo figlio porterà questo amore per tutta la sua vita. Allora Gesù ci insegna ad avere questa coscienza, che il cambiamento del mondo non è fatto da grandi cose, ma nel mettere l’amore in quello che facciamo. Si possono lavare i piatti con amore perché divampi questo fuoco dell’amore nel mondo, o si possono lavare i piatti sbuffando perché ci viene chiesto questo.

Gesù vive questo totale amore nei confronti del Padre e nei confronti di quello che il Padre gli chiede, che era una cosa fatta di circostanze banali, concrete, che era stare con i dodici apostoli, predicare a delle persone che lo accoglievano o che lo respingevano. Vivendo ogni giorno questa obbedienza a quello che il Padre gli chiedeva, che era un’obbedienza piena d’amore, non era un’obbedienza in cui lui si sentiva costretto.

Alla fine Gesù vive la sua morte come un battesimo, come una rinascita in Dio: “Ho un battesimo nel quale sarò battezzato e come sono angosciato finché non sia compiuto”, finché avrò vissuto il mio amore fino all’ultimo. Ma Gesù ha potuto vivere la sua morte come questa donazione totale perché ha vissuto ogni attimo della sua vita in questo modo.

E’ così che, vivendo la nostra vita e mettendo l’amore in quello che ci è chiesto, amando le persone che ci sono poste a fianco con la coscienza che questo amore in virtù dello Spirito Santo è destinato a invadere tutta la terra, che potremo accettare anche la nostra morte non come una catastrofe, ma come un battesimo.

Infine, Gesù parla anche di una divisione all’interno delle famiglie e questa è dovuta al fatto che quando non si ama Dio al di sopra di tutto, anche la famiglia (che è una cosa bellissima dove nasce l’amore, l’amore della madre e del padre per i figli, l’amore tra marito e moglie, che è la cellula originaria dell’amore dentro la società, in ultima stanza anche nella Chiesa) diventa una prigione. Tante volte lo vediamo in noi o negli altri come i rapporti familiari, quando non si aprono all’amore più grande di Dio, quando si chiudono in se stessi, diventano qualcosa che ci soffoca.

Domandiamo dunque allora in questa Santa Messa di entrare in questa coscienza che Gesù ci ha indicato questa mattina, di scoprire sempre di più l’amore che Lui ha per noi, di ringraziare per l’amore che ci viene dato dalle persone che ci stanno vicino, perché anche noi possiamo gettare fuoco sulla terra e possiamo aiutare questo fuoco a divampare.

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