Siamo fai per l’eternità

Siamo fatti per l’eternità!

Messa per gli Universitari
3 novembre 2026 – XXXI settimana del tempo ordinario

Don Dennis Bensiek

Fil 2,5-11
Sal 21
Lc 14,15-24

Il mese di novembre è un mese dedicato in particolare alla memoria dei Santi e dei defunti. È un mese in cui la Chiesa ci invita a guardare in una direzione che spesso dimentichiamo: il Cielo. Siamo abituati a guardare la terra, a preoccuparci di quello che dobbiamo fare, anche cose molto belle, come gli invitati alla cena di cui abbiamo sentito parlare nel Vangelo. Rischiamo di vivere come se tutto l’orizzonte della nostra vita si giocasse qui, nelle cose terrene. Eppure, oggi, la Chiesa ci ricorda una cosa decisiva: la nostra vita non finisce sulla terra, ma la nostra vita è fatta per il Cielo! Il Paradiso non è una bella favoletta, un’immagine per consolarci quando muore qualcuno dei nostri cari. Diceva don Giussani che il Cielo è la verità più profonda della nostra esistenza[1]: siamo fatti per una felicità così grande che nessuna cosa di questo mondo può contenerla. Siamo fatti per Dio, per un amore che non finisce, per una comunione eterna nella quale nessun rapporto vissuto andrà più perduto.

E questo cambia tutto: se il Cielo è la nostra destinazione, allora anche la terra diventa più bella. Tutte le persone che Dio mette sulla nostra strada – i nostri amici, la nostra fidanzata, ma anche il povero che ci chiede l’elemosina – sono volti che ci sono affidati per l’eternità. In Cristo, tutto ciò che è vero e tutto ciò che è amato è destinato a compiersi. Pensate che cosa significa questo per il nostro modo di vivere: non dobbiamo più chiedere alla vita terrena di darci una felicità che soltanto il Paradiso può darci. Non dobbiamo più pretendere che tutto si risolva qui, che ogni ferita sia guarita. C’è un oltre che non svuota la vita, ma la riempie di attesa, di libertà e di speranza!

Ecco perché ricordiamo i nostri defunti: non semplicemente per guardare indietro, per custodire nostalgicamente un ricordo di loro. Li ricordiamo guardando avanti, verso la promessa di Cristo che dice che la morte non ha l’ultima parola sulla nostra vita. L’ultima parola sulla nostra vita è quella di Dio, una parola che salva, una parola piena del Suo amore che genera una comunione tra terra e Cielo, tra noi e i nostri defunti che intercedono per noi presso il Padre.

Ma noi viviamo con questo orizzonte nuovo? Viviamo avendo come orizzonte il Paradiso? Diceva san Francesco d’Assisi che solo chi ha il Cielo nel cuore può abitare veramente la terra[2]. Se il nostro orizzonte è il Cielo, allora possiamo vivere in modo nuovo la nostra vita di tutti i giorni: lo studio, le amicizie, la nostra vita in università, la costruzione della nostra comunità; tutta la nostra vita con la sua bellezza, ma anche con le sue fatiche e contraddizioni.

Chiediamo oggi alla Madonna di non dimenticare mai il Cielo, di non dimentare mai che tutti noi siamo fatti per l’eternità!

[1] Luigi Giussani, Nella profondità delle cose, appunti da una conversazione al ritiro d’Ascensione dei Memores Domini, Riva del Garda, 16 maggio 1992, in Litterae Communionis – Tracce, 1 giugno 2006.
[2] (cfr. Scritti, FF 640)

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Parrocchia Santa Giulia
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